Trust a favore di se stesso. Una nuova via per la gestione del patrimonio nella terza età.

Settembre 9, 2021
Alessandra Cocchi

Pubblicato in NT+Diritto - Sole 24 Ore il 9 Aprile 2021

Come gestire il proprio patrimonio nella terza e quarta età? Cosa succede in caso di malattia che comporti una incapacità duratura?

La via "classica" è la nomina di un amministratore di sostegno che, insieme al giudice tutelare, gestisca il patrimonio dell'incapace. Ma ci sono nuove forme di tutela dell'incapace, sulla scorta sia dei nuovi modelli di tutela delle persone fragili previste dalla Legge Dopo di Noi del 2016, sia a seguito della nuova posizione dell'Agenzia delle Entrate in tema di tassazione del trust (e in particolare del trust a favore di se stesso).

Questa in sintesi la struttura.

La persona anziana istituisce un trust a favore di se stesso.

Il trustee si occuperà della gestione del patrimonio e del mantenimento del disponente-beneficiario, secondo le indicazioni (anche molto precise) indicate da quest'ultimo nell'atto di trust e in apposite lettere di desiderio.

 

Lo stesso disponente sceglierà il trustee e il guardiano (persona di fiducia che controlla il trustee e ha poteri di veto, per evitare abusi). Si potrà prevedere che alla morte del disponente-beneficiario il trust termini, attribuendo gli eventuali beni residui agli eredi indicati dallo stesso disponente.

Oppure si avrà un vero e proprio trust di famiglia per il passaggio generazionale a favore delle generazioni successive (qui le variabili sono tante, a seconda dei casi specifici).

Con il trust a favore di se stesso l'amministratore di sostegno e il giudice tutelare si limitano a controllare che non ci siano abusi e che il programma deciso dal disponente-beneficiario sia correttamente eseguito.

Come nei trust previsti dalla Dopo di Noi, il baricentro delle scelte si sposta cos  dal giudice tutelare alla stessa persona anziana, che decide (quando sta bene) del suo futuro. Non solo in merito ai criteri di gestione del patrimonio, ma anche per come e dove vivere.

Al riguardo la nuova posizione dell'Agenzia delle Entrate in tema di tassazione del trust (recepita nella bozza di circolare dell''11 agosto 2021) sembra favorire l'utilizzo dei trust a favore di stesso.

Da soli o nell'ambito di un più articolato passaggio generazionale.Per evitare abusi (il patrimonio apportato al trust segregato e, di norma, non può essere aggredito dai creditori) sarà necessario un attento controllo da parte dei professionisti circa la sussistenza, rispetto al singolo trust, di interessi meritevoli di tutela, come richiesto dall'art. 1322 c.c..

Il rafforzamento di buone pratiche evita un utilizzo abusivo del trust, che ha creato in passato problemi alla sua diffusione.

 

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